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Buitoni Zuppa Toscana al Farro

L'altro giorno, vagando per il supermercato mi è caduto l'occhio su questa nuova zuppa surgelata della Valle degli Orti, soprattutto perché era in offerta sconto del 30%. Zuppa toscana di farro con fagioli borlotti: già del nome era molto invitante, perfetta per le serate fredde che ci aspettano. Con lo sconto non si può proprio resistere! Acchiappata e ficcata nel carrello al volo.La sera l'ho subito cucinata per provarla, e perché avevo proprio voglia di mandare giù qualcosa di caldo e cremoso.

La confezione si presenta come una busta tipica della Valle degli Orti, con l'immagine della zuppa e degli ingredienti principali (fagioli, farro, carotine…) e contiene 450 grammi di prodotto. Questi 450 grammi non si sa bene a quante porzioni corrispondano, perché non c'è scritto da nessuna parte, comunque per esperienza personale posso dirvi che con una busta ci vengono fuori 2 porzioni abbondanti o 3 porzioni scarse.
Quando si apre la busta e si versa il contenuto in pentola si vede che è composto dai chicchi di farro, delle carote tagliate a fettine, sedano a tocchetti e tanti dischetti arancioni, che sarebbero la parte cremosa della zuppa, surgelata in gocce. In questo modo tutti gli ingredienti sono facilmente separabili e mescolabili all'interno della busta, così è possibile preparare anche solo una porzione di minestra che contenga tutte le parti e riporre il resto per la prossima volta.

Il bello di questa zuppa è che a differenza dei tradizionali minestroni surgelati, questa è pronta in soli 10 minuti. Basta versare il contenuto della busta in una pentola e aggiungere un bicchiere abbondante di acqua, accendere il fuoco e aspettare che siano trascorsi i 10 minuti (o comunque finchè non raggiunge la densità desiderata), mescolando ogni tanto.
In questo modo si ottiene una zuppa densa e cremosa, con i fagioli borlotti, i pezzetti di sedano, le fettine di carote e i chicchi di farro che fanno da contrasto sul palato, perché sono interi e non passati. Un filo di olio extravergine di oliva, una macinata di pepe ed è pronta da gustare. Considerando che è un prodotto surgelato è davvero buonissima, si sente il gusto dei fagioli, il farro è della giusta consistenza e il sedano aggiunge un tocco fresco al sapore. È molto leggera, sazia bene senza appesantire, e scalda il pancino nelle grigie e fredde serate di inverno :-)
Sulla confezione i cuochi Buitoni consigliano di completare il piato con qualche ingrediente in più come pecorino o parmigiano grattugiato, pepe, o pancetta tritata e soffritta (questa variante mi tenta!).

Gli ingredienti sono:
Farro perlato precotto (acqua, farro)(28,5%), fagioli borlotti reidratati precotti (acqua, fagioli borlotti reidratati, sale)(22,2%), acqua, carote, pomodori, sedano, patate disidratate, olio di oliva, vino rosso, cipolla, prezzemolo, sale, olio di girasole, aromi.

Niente roba strana aggiunta, e questa è già una gran cosa.
Ma la vera sorpresa è stata la tabella nutrizionale: visto che è a base di farro e fagioli mi aspettavo un discreto apporto calorico, invece le calorie fornite da 100 grammi di zuppa sono meno del previsto: 84 kcal. Certo non sono neanche pochissime, ma mi aspettavo che fossero come minimo intorno alle 150.

Valori Nutrizionali
Per 100g: valore energetico 84 kcal, 352 kJ - proteine 3,7 g, carboidrati 10,7 g (di cui zuccheri 0,8 g), grassi 2,9 g (di cui acidi grassi saturi 0,3 g), fibre 5,2 g, sodio 0,3 g.

Il prezzo esatto non me lo ricordo comunque si aggira intorno ai 2 euro per confezione, che non è neanche eccessivo. Insomma, questa zuppa è buona, sana, leggera e molto veloce da preparare, io l'ho già ricomprata ed è lì che mi aspetta nel freezer per stasera… buon appetito!

Voto: 4/5

CAT BC 1534 Bilancia a forma di Ananas

Questa bilancia a forma di ananas è stata un regalo molto gradito perché in quel periodo avevo bisogno di una bilancia da cucina nuova, e questa è proprio carina e divertente, mette allegria e fa bella mostra di sé in cucina. Spesso per cucinare mi regolo ad occhio sulle quantità necessarie, ma questo succede quando preparo piatti che conosco bene e che ho fatto già molte volte. Quando sperimento nuove ricette preferisco seguire gli ingredienti e il procedimento alla lettera, ed è qui che entra in gioco la mia bilancina ananas!

Si tratta di una piccola bilancia per pesare gli alimenti, dalle dimensioni di circa 15 centimetri per ogni dimensione, in tutto e per tutto simile ad un ananas: ha un corpo giallo a rombi, e un ciuffo verde che è costituito dal piatto dove si appoggiano i cibi.
Sul corpo giallo c'è la banda graduata con le tacche: il peso viene indicato da una levetta rossa che sale e scende. Le unità di misura riportate sono i grammi e le once (non si sa mai, ogni tanto in qualche ricetta straniera le trovo!) e riesce a pesare fino a 1000 grammi. Le tacche sono divise secondo intervalli di 20 grammi.
C'è anche una rotellina molto utile che serve per regolare la tara, in caso si pesino degli alimenti con il loro contenitore.Il piatto non è fissato, ma è semplicemente appoggiato sullo stelo e si può togliere e lavare separatamente.
È composta tutta di materiale plastico, facile da lavare e abbastanza robusto (finora è tutta intera…). Le tacche della graduazione sono riportate su un adesivo bianco e non sono direttamente segnate sulla plastica: avevo paura che lavando ripetutamente la bilancia alle lunghe l'adesivo si sarebbe staccato o sbiadito, e invece dopo anni è ancora lì, in condizioni perfette.

L'aspetto è davvero carino e simpatico, la bilancia è utile e funzionale, ma qualche difettuccio ce l'ha anche lei! Ma questi due piccoli difettucci si possono abilmente dribblare con un po' di accortezza e acume. Innanzi tutto il piatto di appoggio è piuttosto piccolo e con il bordo troppo bassi: non riesce ad accogliere grandi quantità di alimenti, e le cose granulari come zucchero e farina tendono a cadere di fuori, quindi bisogna pesare piccole quantità in più volte oppure sostituire il piatto della bilancia con uno più grosso e regolare la tara. Poi l'equilibrio di questa bilancia è un po' precario, forse per la forma, e quando sopra ci sono alimenti pesanti se non si sta attenti tende a ribaltarsi.

L'azienda che la produce è la Gicos, che in Italia è distribuita dalla Cat import export. Curiosando sul loro sito ho visto che la stessa azienda, oltre all'ananas, produce anche bilance a forma di fragola, di pomdoro e di melanzana (sono tra le foto). Secondo il sito quelle a forma di fragola e melanzana hanno una portata di un chilo, mentre ananas e pomodoro di mezzo chilo, ma comunque credo che ci siano in entrambe le portate per ogni forma, visto che la mia ananas non è da mezzo chilo, bensì da uno.

Essendo appunto un regalo non so dove si acquisti questa bilancia né quale sia il suo prezzo.
Voto: 4/5

La Storia della Noce Moscata

La noce moscata fino a pochi secoli fa era la spezia più rara, costosa, e desiderata del mondo. Nell'antichità era bramata non tanto per i suoi usi gastronomici quanto per le sue presunte miracolose virtù afrodisiache e curative, era considerata una panacea per infiniti disturbi.
Intorno a questo seme ruotavano gli interessi di mercanti, navigatori, re e pirati. Il suo altissimo valore commerciale era dovuto all'estrema difficoltà nel procurarsela: la pianta infatti cresceva soltanto sulle pendici di un remoto atollo vulcanico, l'isola di Run, che fa parte delle isole Banda, arcipelago delle Molucche.

Immaginate le peripezie che si dovevano attraversare per andare a prenderla: a partire dal 1500 circa, centinaia flotte di navi commerciali partivano dalle maggiori nazioni europee alla volta di Run, affrontando un viaggio lungo mesi e mesi, con privazioni e malattie sempre in agguato, con la minaccia costante dei pirati sanguinari, i pericoli del mare ed infine le terribili e traditrici secche coralline delle isole Banda e la (comprensibile) resistenza della popolazione locale.

Due equipaggi su tre non facevano ritorno, e quelli che riuscivano a tornare in patria erano decimati. Si narra di moltissime navi cariche di spezie, trovate alla deriva nell'oceano per mesi senza nessun marinaio vivo a bordo. Ma nonostante tutto ne valeva la pena: i ricchissimi guadagni che si ottenevano dal commercio della pregiata spezia ricompensavano qualsiasi perdita. Vere e proprie battaglie si combatterono tra Inghilterra, Olanda e Portogallo per il controllo delle isole Banda e dei porti circostanti, al solo scopo di controllare il commercio della noce moscata. I Portoghesi uscirono presto di scena, perché i loro interessi commerciali si rivolgevano principalmente alle loro numerose e produttive colonie sudamericane. Inizialmente furono gli Inglesi a raggiungere per primi Run, e a stabilire un accordo con gli indigeni che accettarono il re Inglese come sovrano dell'isola. Dopo decenni di feroci scontri navali e battaglie, nel 1665 gli Olandesi riuscirono a conquistare Run ed espellere gli Inglesi. Nel 1667 fu firmato il trattato di Breda che stabiliva la pace tra le due nazioni con un accordo commerciale: gli Olandesi si sarebbero tenuti Run e la noce moscata, e in cambio gli Inglesi avrebbero ottenuto una piccola isoletta selvaggia del nord America che il Duca di York aveva già occupato abusivamente nel 1664. Gli Olandesi credevano di aver fatto un ottimo affare in barba agli Inglesi, vista l'inutilità dell'isoletta e l'altissimo valore della noce moscata. Ma presto la sorte girò le spalle agli Olandesi: dopo pochi anni vennero messi a punto nuovi metodi per la coltivazione della Miristica a Singapore, Ceylon e in altre colonie inglesi, quindi i pericolosi viaggi alle Banda non erano più necessari. E l'inutile isoletta ceduta agli Inglesi era Manhattan….


La noce moscata si ottiene da un albero tropicale sempreverde, dall'esotico nome di Myristica Fragrans, che può crescere fino ad un'altezza di nove-dieci metri e che fiorisce e fruttifica tutto l'anno.
La spezia vera e propria è costituita dal seme essiccato, che è prodotto solo dagli alberi femmina: si tratta di una piccola noce dalla consistenza legnosa, racchiusa all'interno di un involucro rosso e carnoso. Da questo involucro si ricava un'altra spezia usata in cucina, il macis (usato anche per la preparazione del curry e dell'Alchermes).

La noce moscata si può trovare in commercio sia intera che già macinata, ma è preferibile comprarla intera, conservarla in un contenitore ermetico e poi macinarla all'ultimo momento con l'apposita grattugina. Aggiunta ai piatti da un sapore e un profumo inconfondibile, che arricchisce praticamente tutte le pietanze. È perfetta per aromatizzare la besciamella, il purè, i dolci, i liquori a base di spezie e i cavolini di Bruxelles, e non può assolutamente mancare nei ripieni a base di carne o formaggi di tortellini, tortelloni, ravioli e compagnia.
La noce moscata è anche utile per stimolare la digestione ed attenuare nausea e vomito. Comunque va sempre usata con parsimonia: prima di tutto perché il suo aroma è forte e pungente, e se si abbonda si coprono gli altri sapori. In secondo luogo perché un eccesso di noce moscata può causare stati di alterazione mentale, e addirittura vere e proprie allucinazioni visive, oltre che ad una devastante e catastrofica diarrea. Ma non preoccupatevi! Per avere questi terribili effetti indesiderati bisognerebbe consumarne all'incirca 10-20 grammi tutti insieme, ed è praticamente impossibile.

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